

"Senza libertà nessuno, in realta`, ha un nome". Milton Acorda





"Non crede che ci siano motivazioni oggettive, oltre alla sconfitta? Stalin la guerra l'ha vinta, eppure anche il suo nome è diventato sinonimo del male.
Milioni di persone non l'hanno pensata così, su Stalin, prima e dopo la guerra: quanti russi hanno pianto, quando è morto? Temo che lei non sappia molto nè dello stalinismo, nè del nazismo, a parte ciò che le ammanniscono i Ministeri della Propaganda, del suo paese e di quello che lo comanda".
Proseguiamo con il revisionismo storico sull`olocausto che, in fin dei conti, non ha impedito a milioni di ebrei di diffondersi nel mondo e ha insegnato agli ebrei come si devono trattare le minoranze:
"Non vorrà negare, però, che il nazismo si è macchiato di crimini contro l'umanità mai visti prima.
Ah, sì? E quali?
Anzitutto, lo sterminio di sei milioni di ebrei.
Non dica cretinate. Il mio modello per la soluzione del problema ebraico è stato il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l'analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell'America del Nord. Quanti indiani rimangono negli Stati Uniti, oggi? Qualche centinaio, mantenuti in riserve come i bisonti. E quanti ebrei rimangono invece, al mondo? Milioni, e hanno addirittura uno stato tutto per loro: il quale, tra l'altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione sul come trattare le minoranze etniche".
Non poteva ovviamente mancare la chiesa cattolica fonte d`ispirazione per il nazismo:
"La Chiesa non la pensa certo così!
Ma se, da quando Rolf Hochhuth ha rotto l'incantesimo con Il vicario nel 1963, non si fa che parlare del silenzio di Pio XII nei confronti di quello che voi chiamate Olocausto! E poi, lei non ha certo letto il mio Mein Kampf, che immagino non sia facile da trovare nelle vostre librerie: se l'avesse fatto, ricorderebbe però che il progetto per il trionfo del nazismo era modellato sulla tenace adesione ai dogmi e sulla fanatica intolleranza che hanno caratterizzato il passato della Chiesa cattolica".
Finiamo infine con l`America, peggiore dei nazisti durante la II Guerra Mondiale e ora fautrice di un Quarto Reich appoggiata dai "nuovi Goebbels come Zeffirelli,Spielberg e Berlusconi".
"In ogni caso, basterebbe a condannarvi il disprezzo per la vita umana di civili innocenti che avete dimostrato durante la guerra.
Questa la vada a raccontare agli abitanti di Amburgo e di Dresda, sui quali avete riversato le "tempeste di fuoco'' che ne hanno ucciso un milione. O a quelli di Hiroshima e Nagasaki, trecentomila dei quali sono stati inceneriti da due bombe atomiche: nessuna propaganda può cancellare il fatto che i "cattivi'' nazisti non hanno costruito queste armi di distruzione di massa, mentre i "buoni'' Stati Uniti le hanno non solo costruite, ma usate!
Di questo passo, arriverà a dire che gli Stati Uniti furono anche un paese nazista!
Gli Stati Uniti non possono aver seguito il nazismo, perchè l'hanno preceduto e ispirato. In fondo, volevamo entrambi una cosa sola: come cantavano le mie SS, Morgen die ganze Welt. Purtroppo il mondo era quasi tutto nelle mani delle potenze coloniali, e bisognava toglierglielo con la forza. Il "male'' di cui ci hanno accusati era tutto qui: voler fare a loro ciò che essi avevano fatto ad altri. Noi abbiamo fallito, ma gli Stati Uniti stanno portando a termine quello che era il nostro vero progetto: il dominio globale (militare, politico ed economico) del pianeta.
E' questa, dunque, l'eredità del nazismo?
L'ha già dichiarato Otto Dietrich zur Linde, il giorno prima della sua esecuzione, nell'intervista rilasciata all'argentino Borges, poi pubblicata col titolo Deutsches Requiem: il nazismo era un'ideologia così ben congegnata, che l'unico modo per sconfiggerla era di abbracciarla. Noi volevamo che la violenza dominasse il mondo, e il nostro scopo è stato pienamente raggiunto. Non abbiamo vissuto e non siamo morti invano".
Voglio finire questa breve esposizione del pensiero di Odifreddi ritornando al suo articolo su comunismo e capitalismo, per evidenziare la superiorita` biologica dei marxisti rispetto alle altre persone:
"Le ricerche di Roger Sperry sulla struttura cerebrale,per le quali egli ha ottenuto il premio Nobel per la medicina nel 1981, hanno mostrato che le attivita` dei due emisferi sono complementari e differenziate:l`emisfero sinistro e` preposto al pensiero astratto e alle attivita` di comunicazione, di scrittura e di ccalcolo; quello destro e` muto, e preposto alle attivita` percettive e di riconoscimento.
La lateralizzazione del cervello e` dunque coinvolta nela determinazione del comportamento a livello neuronale, in modo taleda riflettere le tendenze politiche: gli individuidi sinistra saranno piu` razionali e scientifici,quelli di destra piu` istintivi ed artistici.Se la ragione e` la qualita` che distingue l`uomo dagli animali, si puo` pensare che sistemi di organizzazione della societa` basati su di essa( il marxismo) siano piu` in sintonia con lo sviluppo biologico di quelli basati invece sull`istinto(il capitalismo)".
Voglio solo concludere, sottolineando che una simile persona e` stata insignita della medaglia all`Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Neoconservatore
Un mondo senza armi nucleari è il sogno di Obama da quando aveva 22 anni e frequentava la Columbia University a New York, un sogno che si porta dietro a Mosca e al G8 a l'Aquila. Lo testimonia un articolo da lui allora scritto per Sundial, il giornale universitario, intitolato "Spezzare la mentalità della guerra". Nell’articolo, emerso qualche mese fa e analizzato ora dal New York Times, Obama propose l'eliminazione degli arsenali atomici di tutte le grandi potenze. «Discutere di possibilità di primo colpo o di secondo colpo nucleare fa comodo soltanto agli interessi militari industriali con i loro miliardi» scrisse il futuro presidente degli Stati Uniti. «Non dobbiamo accettare tale logica perversa ma realizzare un mondo migliore» aggiunse Obama, elogiando il movimento studentesco che chiedeva di congelare gli arsenali sovietico e americano, ma suggerendo che bisognava andare oltre, arrivare al disarmo atomico.